mercoledì 27 agosto 2008

La casa nuova

Ho finalmente una casa, e siamo 5: Isolde (belga) e suo marito Isham (marocchino), Julie (francese), Nina (franco-giapponese) e me.
Poi c'è Zora, il cane, che riempie le mie serate di felicità perché è dolcissima e perché è allegra, come tutti i cani. L'altra sera ha fracassato il cellulare di Nina coi denti.


Oltre a noi ci sono quasi tutto il giorno gli assistenti di Isolde, i marocchini Mohammed e Fatime-Zahra e poi la cuoca/signora delle pulizie/donna tuttofare Suad (che parla solo marocchino). Insomma, non ci si può lamentare.


Prima di venire qui, però, sono stata alcuni giorni in casa della mia collega Sara, una casa di cui mi sono innamorata: accogliente, colorata, luminosa! Lei non c'era ed è stata così gentile da prestarmela.
Quanto era bella, non avrei mai voluto andarmene...!

giovedì 21 agosto 2008

L'Ufficio

Eccoci qui...belli come il sole!

mercoledì 13 agosto 2008

A confronto...

12/08/2008 (AGI)
Harry Potter e Pinocchio non sono piu' graditi in Israele, almeno nella loro traduzione in arabo proveniente dalla Siria o dal Libano. Lo ha deciso il ministero dell'industria e del commercio che ha imposto all'editore arabo-israeliano Salah Abassi di non importare piu' libri per ragazzi in lingua araba provenienti da paesi nemici storici di Israele. Il divieto riguarda quindi le traduzioni di libri come Pinocchio ed Harry Potter, ma anche di classici della letteratura araba. "Mi hanno detto che l'importazione di questi libri e' illegale", ha aggiunto Abassi che finora si procurava i testi attraverso la Giordania. Il divieto si basa su un vecchio decreto del 1939, periodo in cui l'area si trovava sotto il controllo inglese. Il problema e' che la maggioranza di questi libri sono disponibili solo in Libano e Siria. "Se queste opere fossero stampate anche in Giordania o in Egitto, paesi amici di Israele, me li sarei procurati li'. Adesso il risultato e' che gli arabi d'Israele non potranno piu' godere del meglio della letteratura".
13/08/2008 (il VELINO)
“Un personaggio a dir poco controverso, Faruq Hosni. E non certo nuovo a gaffe, polemiche, critiche. Ma questa volta il longevo e potente ministro della Cultura del Cairo (in carica da 21 anni, quasi quanto il raìs-faraone Hosni Mubarak) ha davvero esagerato. ‘Libri israeliani nelle biblioteche egiziane? — ha dichiarato il 10 maggio — Se li trovassi li brucerei io stesso’. Frasi pronunciate in Parlamento, luogo che più pubblico non poteva essere. Frasi, ovviamente, non passate inosservate. E pensare che il ministro-pittore - osserva IL CORRIERE DELLA SERA - è (era?) in corsa per la prestigiosa poltrona di direttore generale dell’Unesco. A fine 2009, quando Koichiro Matsuura lascerà i vertici dell’agenzia Onu per la cultura e le scienze, molti Paesi arabi e non (si è parlato anche di Italia, Francia e Spagna) sarebbero (stati?) favorevoli a sostenerne la candidatura. Quella frase del ministro — ex protégé di Atef Sedki (premier dal 1986 al 1996, morto tre anni fa), oggi molto vicino (si dice) alla First Lady Suzanne Mubarak, protagonista di frequenti battaglie con i Fratelli Musulmani, con i riformisti, perfino con membri del partito di governo, con quasi tutti in sostanza — ha però suscitato una vera bufera. L’ambasciatore israeliano al Cairo, Shalom Cohen, ha presentato protesta ufficiale al ministero degli Esteri egiziano. ‘Emanare un tale odio è inaccettabile, porta alla memoria le pagine più buie della recente Storia’, ha continuato l’ambasciatore, aggiungendo di ‘non aver una posizione particolare sulla candidatura di Hosni all’Unesco’.

Molto più esplicita e dura la protesta del Centro Simon Wiesenthal. Che una settimana fa ha scritto a Matsuura in persona — per mano del capo delle relazioni internazionali, Shimon Samuels — sostenendo che le parole di Hosni ‘ricordano il linguaggio e le azioni di un altro ‘ministro della Cultura’, il nazista Josef Göbbels’. E chiedendo la bocciatura di Hosni dalla gara per la guida dell’agenzia Onu. Lui non ha negato. Ma ha detto che quelle parole andavano ‘contestualizzate’. Stava rispondendo agli attacchi di un parlamentare integralista — ha detto — e sostenere che ‘avrebbe bruciato ogni libro israeliano si fosse trovato nelle biblioteche egiziane’ era ‘un’iperbole’. Un modo di dire che sicuramente tali libri non esistono. ‘Un ministro della Cultura non può chiedere di mettere al rogo nessun libro, nemmeno se israeliano’, ha continuato, pur ribadendo che una ‘normalizzazione culturale’ tra i due Paesi sarà possibile solo quando ci sarà una ‘pace giusta e globale’ in Medio Oriente. Tesi appoggiata per altro dalla stragrande maggior parte degli intellettuali egiziani, compresi i (moltissimi) che non amano certo il loro ministro (...)”.

martedì 12 agosto 2008

Super-specchi nel Sahara e il deserto illumina l'Europa

(CINZIA SASSO, la Repubblica, 12/08/2008)UNA DISTESA di pannelli solari sottili come specchi distribuiti a tappeto nel deserto del Sahara. Una ragnatela di cavi ad alto voltaggio che parte dal Nord Africa e si dirama fino al Nord Europa. Potrebbe essere questa la soluzione per i più drammatici problemi che il mondo moderno si trova a combattere: la scarsità di energia e l'inquinamento atmosferico. Se diverrà realtà quello che gli scienziati si sono raccontati nei giorni scorsi all'Euroscience Open Forum di Barcellona, non c'è più da avere alcuna preoccupazione per il futuro. Almeno della nostra vecchia Europa. Basterà carpire i raggi che infiammano il deserto, quello più grande del mondo che abbiamo proprio qui sotto casa, e trasferirli. I pannelli solari disseminati nel Sahara potrebbero infatti portare direttamente a casa nostra tutta l'energia di cui abbiamo bisogno. Energia pulita e rinnovabile. Dunque praticamente infinita e non inquinante. A un costo mediamente di 15 centesimi al kilowatt più basso di oggi. Il progetto prevede la diffusione nel deserto nordafricano di pannelli solari fotovoltaici, piantati per catturare la luce del sole in un luogo dove la sua potenza è tre volte superiore a quella che ha, ad esempio, nel Nord Europa. Basterebbe, per scaldare d'inverno tutto il vecchio continente, occupare una superficie del deserto grande quanto la Lombardia. La diffusione dell'energia così raccolta, e soprattutto il suo stoccaggio, diventano però la parte più impegnativa del piano: per trasportare l'energia dal Nord Africa a tutta l'Europa, sarebbe infatti necessaria una immensa rete ad alto voltaggio di diffusione con costi che, oggi, sarebbero altissimi. Complessivamente, il progetto potrebbe toccare i 35,7 miliardi di euro. Serviranno quindi altri studi per poter immaginare una maggiore efficienza tecnologica e costi meno proibitivi. Ma anche una spesa tanto elevata, se davvero consentisse di realizzare un sistema a zero emissioni di diossido di carbonio e in grado di funzionare fino alla fine del mondo, potrebbe essere ammortizzata. Arnulf Jaeger-Walden, dell'Istituto per l'Energia della Commissione europea, dice che basterebbe catturare lo 0.3% della luce del sole che inonda il Sahara per garantire all'intera Europa tutta l'energia di cui ha bisogno. E Giovanni De Santi, l'ingegnere nucleare italiano che a Bruxelles dirige l'Istituto, spiega che gli studi sono il risultato degli sforzi fatti per aiutare l'Europa a raggiungere gli obiettivi che si è data entro il 2020: ridurre del 20% le emissioni di CO2 e trovare fonti di energia alternative e rinnovabili. "Sarebbe - aggiunge - qualcosa di veramente assurdo se non fossimo capaci di mettere insieme le nostre risorse e le nostre conoscenze per risolvere un problema comune e drammatico". Se gli studiosi illustrano un piano preciso, e non solo un sogno, è chiaro che, per la sua realizzazione, c'è bisogno di un forte sostegno politico. Secondo il quotidiano inglese Guardian, anche quest'ulteriore passo è già stato compiuto: il premier britannico Gordon Brown e il presidente francese ne avrebbero già discusso. Sarkozy avrebbe messo la realizzazione del piano tra gli obiettivi all'ordine del giorno dell'Unione per il Mediterraneo, l'organismo che riunisce i paesi dell'area e che è stato appena battezzato a Parigi. Alcuni paesi come Spagna e Portogallo, hanno già da tempo investito nell'energia solare; l'Algeria ha avviato la costruzione di un enorme impianto che combina energia solare e gas naturale. Sono i primi piccoli passi per rompere la dipendenza dal petrolio.

lunedì 11 agosto 2008

The Visitors....

E' arrivata l'estate...e con essa sono arrivate un po' di persone a trovarmi. Io da qui ovviamente non mi muovo: c'è il sole ma a Rabat si sta bene, c'è il mare, c'è la montagna...Ci sono le ferie mentre si lavora perché qui il tempo sembra dilatato e non ti accorgi che stai lavorando...

Il primo che è arrivato è Manu. Con lui non si è fatto niente, è stato solo un week end e neanche, però si è beccato il festival di musica. Si è visto Rabat, si è chiacchierato, io mi sono presa la febbre ma prontamente mi sono impasticcata per non rovinarci il week end. Poi lui è ripartito per Madrid e io sono rimasta qui in Marocco. Ho passato più tempo a salutare Manu che a viverci insieme...quasi...

Poi sono venuti i miei simpatici genitori. Ho organizzato il loro viaggio nei minimi dettagli e con loro sono stata a Tangeri e a Marrakech, dove pareva di camminare sotto ad un phon...quasi non si riusciva a fare un passo...penso ci fossero 45°. Il resto del viaggio l'hanno fatto da soli e pare siano stati molto soddisfatti. Dopo un inizio burrascono per via del troppo tempo vissuto senza la quotidianità familiare, tutto è filato liscio. Da veri genitori mi hanno fatto anche la spesa e non c'è stato verso di riuscire ad offrirgli neanche un gelato. Mio padre ha festeggiato il compleanno, ricevendo un paio di ciabatte marocchine.

Dopo è venuto Paco, a farmi un po' di compagnia. Siamo stati a Tangeri e a Ceuta. Ritornerà e lo porterò sia in montagna sugli asinelli che al mare. Si è cuccato la crisi per la casa e mi ha consolata, per quanto ha potuto. Ci siamo ovviamente divertiti un mondo. Gli avevo promesso Volubilis, ma vabbhé...sarà per un'altra volta...(non l'ho ancora vista neanche io...)

E infine sono venute le simpatiche SaraMela e Ales (detta Gervasina) che hanno organizzato il loro viaggio alla cazzo (perché loro sono un po' alla cazzo in generale) ma che alla fine se la sono abbastanza goduta! Io le ho viste qui a Rabat e poi le ho raggiunte a Fes, dove ci siamo avventurate nell'Orrido di Friouato...ci siamo contorte ben bene per passare tra le rocce ma ce l'abbiamo fatta. Purtroppo dopo eravamo tutte e tre malate...

giovedì 31 luglio 2008

European breath...

Si è ritornati a Ceuta. Pur non avendo nessun documento che permettesse l’espatrio dell’automobile affittata da un amico marocchino, le nostre facce da occidentali, evidentemente, ci hanno permesso di oltrepassare il confine a bordo del nostro veicolo nero, senza aria condizionata.


Il viaggio a Ceuta si compie in genere, come in questo caso (e in quello scorso) per “sbloccarsi” il passaporto, ovvero evitare di doversi pagare il visto dopo 3 mesi di soggiorno in Marocco o di rischiare di rimanervi imprigionati.

Questa volta Ceuta mi è sembrata più bella, ma forse perché ne avevo abbastanza del Marocco. Ci siamo rimasti anche una sera, abbiamo mangiato cinese e siamo stati in spiaggia, dove la gente, in particolare le donne, erano libere di mostrare le loro “parti belle” a tutti.
A volte fa piacere…tornare un po’ in Europa…



lunedì 21 luglio 2008

Fuori di casa...!


Il proprietario di casa nostra ha deciso di buttarci fuori di casa un mese prima per far spazio alla famiglia.

Ci ha avvisate 4 gg prima...Ero a Ceuta quando l'ho saputo..a passare un ottimo week end. In quel momento ho avuto una delle più forti crisi isteriche della mia vita. Non tanto per la casa, ma per il senso di ingiustizia subita. Dopo aver messo in dubbio il fine ultimo del mio lavoro e il senso stesso di cooperazione allo sviluppo (e aver anche provato per la prima volta un istinto seriamente omicida) ho deciso che avrei lottato fino allo sfinimento.

Ringrazio Paco per aver avuto la pazienza di sopportare, per l'ennesima volta, uno di quei momenti in cui divento ingestibile.
Riporto ora, in fomato copione, il seguito della vicenda.


Personaggi
P : portiere
Z: Zoir (il proprietario)
A : Alessia (la mia conqui)
M: Marina

Suonano al campanello. Marina si alza dal divano, sapendo già cosa le aspetta, e va a vedere dallo spioncino. E’ il portiere, il più furbo e stronzo fra tutti.
Chiama Alessia che sta prona collassata nel suo letto.
Aprono. Il portiere le avvisa che sotto le aspetta Zohir per le chiavi.

Scendono mettendosi d’accordo su come agire: cominciare secche sbraitando per dargli una lezione e poi magari mollare un po’ per ottenere qualcosa.

(la maggior parte delle battute viene detta sbraitando)


A: Allora…
M: Comunque non ci si comporta così. Si decide da un momento all’altro che deve venire la famiglia e si da un preavviso di 4 gg…Ci va almeno un mese di preavviso.

Nel frattempo il portiere, l’unico che può fare da interprete con arabo e francese si è defilato.
A: Troviamo una soluzione…ci lasci la casa ancora qualche gg…
M: Capisce? Adesso secondo lei io cosa devo fare senza casa??? La prossima mi si libera tra un mese, lei non ha rispettato gli accordi…
A: Troviamo una soluzione, dai Marina
M: bhé, per me la soluzione migliore sarebbe rimanere qui ancora un mese…No, una strigliata gli fa bene, cazzo, deve capire che si è comportato come un bastardo, perché nn se ne sta mica rendendo conto…

Passa il portiere e a gesti dice a Marina di fare meno chiasso…
M (gridando): No no, voglio che tutti sentano quello che ha fatto perché non ci si comporta cosi! Sa a quanti marocchini ho chiesto? Mi han detto che qui si usa dare minimo un mese di preavviso

Alcune ragazze curiose del palazzo danno ragione a Marina e ad Alessia
Il Portiere rigira quello che Marina ha detto e cerca di metterla in cattiva luce nel quartiere
P: Non pensare che tutti i marocchini siano dei ladri, cosa stai dicendo?? Perché lo so che voi occidentali pensate questo…

Ad un certo punto, magicamente, il problema sembra non essere mai esistito…
Z: vabbhé, vi lascio la casa un mese, datemi i 7000 dhs
P: ecco questa è la soluzione, cosi la chiudiamo qui, dategli i soldi
Alessia si accende di colpo
A: Ci fate fesse? Ma che credete? Adesso non esiste più nessuna famiglia??
Il portiere le dice qualcosa minaccioso…
A: lei non mi tratta cosi ha capito? Ma come si permette??
M: Se non c’è nessuna famiglia perché fare tutto questo? Secondo voi mi sono divertita ad impazzire per cercarmi un’altra casa in due gg?
Il portiere figlio di puttana rigira il tutto
P: Se avessi saputo che voi due eravate cosi, ve ne siete approfittate perché nn avete un contratto…avete creato tutti questi problemi…
M: Cosa? Guardi che qui deve essere chiaro che è stato Zohir a creare problemi, non noi!
A: Adesso siamo noi? Qui si cambia idea cosi e adesso siamo noi? E’ lui che se n’è approfittato!
Marina e Alessia propongono almeno 4 soluzioni:
M: quattro opzioni: a) mi lascia la casa fino al 16 agosto ma a soli 3500 dhs perché Alessia non sta più li, b) mi lascia la casa ancora 10gg a 1000 (3000/30X10), c) mi trovate un alloggio per un mese a non più di 3500 dhs, d) ci lasciate la casa fino ad agosto a meno:6000 dhs.
(i costi vanno tutti divisi per 10 per avere un’idea degli euro)

Z: ok, lascio la casa ancora 10 gg ma voglio più di 1000 dhs
Alessia e Marina si stanno proprio incazzando. Interviene Peppins, un altro stagista italiano che era li con loro da un po’ e fa notare che 1000 dhs sono il risultato di un calcolo matematico.
P: Ok, ha detto che va bene, ma…il 26, Marina, devi lasciare le chiavi.
Poi il portiere si gira verso Peppins e gli prende la mano
P: Con tutto il rispetto che ho per le ragazze, voglio la tua parola di uomo. (e girandosi verso Marina) Va bene?
M: No, non va molto bene perché la mano poteva stringerla a me anche se sono donna, comunque il 26 avrà le chiavi.

Pezzi di merda. Cosi la storia si conclude che resto fino al 26 in casa mia, poi mi sposto a casa di una collega che è in vacanza fino al 30 e poi una settimana nel salotto dell’altra collega. E verso il 10 agosto entro nella mia nuova casa.